Irlanda, il mio ricordo.

Irlanda, terra scolpita dal vento 

Quando guardo le foto scattate nei miei viaggi,

solo un luogo in particolare accende in me la passione;

ogni volta che ci penso,

una cascata di gioia scende dritta al cuore,

nei ricordi e nelle emozioni,

per quella terra senza tempo,

scolpita dal vento,

dove veramente la realtà supera l’immaginazione.

Se chiudo gli occhi per un istante,

odo ancora la musica delle strade,

vedo la gente, le luci, i colori.

Ancora una volta entro in un locale,

dove ogni momento è festa e allegria,

e comincio a danzare,

coccolato dalle splendide note di quella

dolce melodia, chiamata Irlanda

by Aremarweb, 1999

Sono passati 11 anni dall’ultima volta che vi sono stato, ma il ricordo di quel viaggio nel 1999 è ancora vivissimo in me a punto che scrissi il testo sopra appena tornato in Italia.

Amo tuttora ricordare Dublino come una città giovane e accogliente così come l’ho vissuta io, coi i suoi pub, i suoi negozi, la sua gente. 

Ero partito con amici italiani per cui, inzialmente, vivevo la città da turista.

Poi ebbi la fortuna di conoscere degli irlandesi e feci il salto di qualità con la loro amicizia e frequentazione, per cui abbandonai la fredda veste del turista e penetrai all’interno dell’atmosfera irlandese respirando la stessa loro aria.

Ricordo in particolare il ferragosto del ’99 passato nella campagna irlandese di Arklow nella contea di Wicklow, a sud di Dublino; eravamo partiti da Dublino in 5, tre italiani e due irlandesi, Darren e suo fratello, nostri amici, con il pullman (avevamo perso il treno dopo una folle corsa alla Trainspotting per Dublino per il ritardo…).

Alla fermata del pullman ad Arclow, prendemmo un passaggio in auto e raggiungemmo il cottage nella campagna: lo spettacolo visivo era già unico! Arrivati al cottage trovammo gli altri irlandesi che ci aspettavano – noi tre italiani sembravamo un po’degli alieni.

 

Era già pronta la grigliata e gli irlandesi avevano cominciato a portare fuori dalla casa le sedie (e i divani interni!) in giardino; si mangiò e si bevve per un po’, forse più di un po’…

Al calar della sera, si rientrò in casa e si cominciò a ballare e a suonare;  a me fu data anche una chitarra per aderire alla band.

Di notte, intorno al cottage, il buio era così pesto che, alzando gli occhi al cielo, si poteva vedere, rimandendo a bocca aperta, uno spettacolo maestoso: un’infinità di stelle, così luminose e così grandi che il cielo sembrava così vicino da poterlo toccare con la punta delle dita.

La mattina dopo ripartimmo per Dublino in treno per proseguire la vacanza.

 Fu proprio una bella giornata.

by Aremarweb, 2010

 

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